Risparmiare la vostra batteria con Battery+

Uno dei problemi principali dei nostri smartphone è sicuramente l’autonomia: arrivare a fine giornata, con un uso intenso, è sempre difficile nonostante i recenti sforzi dei produttori per incrementare le capacità delle batterie. Per aiutarci in questa battaglia c’è a nostra disposizione Battery+.

Battery+ è un software che automatizza certi comportamenti del nostro telefono per diminuire il consumo di batteria: sarà possibile infatti impostare delle soglie di inutilizzo di alcune caratteristiche per evitare spreco di risorse. Ad esempio, potremo decidere di spengere l’antenna Wi-Fi se per 30 minuti non viene connessa ad alcuna rete, oppure il Bluetooth se non viene appaiato alcun dispositivo per un quarto d’ora.

Superate tali soglie, Battery+ interverrà e vi invierà una notifica per avvisarvi del cambiamento. Oltre a questo, è possibile anche impostare un promemoria che vi ricordi di mettere il telefono in carica quando andate a letto.

L’applicazione è disponibile in una versione free, scaricabile gratis dal Play Store.

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Pressy in ulteriore ritardo: arriverà tra due settimane

I progetti di crowdfunding devono mettere sempre in conto dei ritardi di produzione, e anche un accessorio apparentemente semplice come Pressy non si è sottratto a questa scomoda legge, anzi sembra averla fatta propria fino in fondo.

Dopo i ritardi già annunciati in passato, veniamo ora a sapere che il primo batch di 30.000 unità è stato interamente ritirato perché alcune di queste presentavano dei difetti. La spedizione non è quindi iniziata il 28 aprile scorso, come previsto.

Morale della favola: la nuova catena produttiva dovrebbe rimediare all’inconveniente entro un paio di settimane, se tutto andrà bene, il che significa che le prime unità saranno spedite a fine mese / inizio giugno. I finanziatori riceveranno comunque una mail di conferma a invio avvenuto.

Nel frattempo l’app di Pressy sarà pubblicata sul Play Store, una volta iniziate le spedizioni, ed insieme al pacchetto con l’accessorio, sarà fornito anche un codice di attivazione da inserire nell’app per sbloccarla: dopo averlo utilizzato una volta, saremo in grado di utilizzare Pressy su qualsiasi dispositivo vogliamo, o anche passarlo ad un amico.

Non ci resta che portare quindi un po’ di ulteriore pazienza, sperando di poter finalmente recensire Pressy tra un paio di settimane, così da dirvi se l’attesa è davvero valsa a qualcosa.

Final Fantasy Agito arriva su Google Play solo per il Giappone

Final Fantasy Agito Google Play

Final Fantasy Agito, il primo JRPG free-to-play di Square Enix dedicato esclusivamente alle piattaforme mobili iOS e Android, arriva finalmente su Google Play e iTunes!“: ci piacerebbe effettivamente esordire in questo articolo con tale introduzione, ed effettivamente il gioco è stato appena pubblicato da Square Enix su entrambi gli store. Al momento però il gioco è un’esclusiva dei cittadini del Giappone, e risulta quindi impossibile scaricarlo, per il momento, su suolo europeo.

I server in Giappone sembrano alquanto intasati: Final Fantasy Agito richiede infatti ben 2,6 GB di spazio libero sul dispositivo per essere giocato, e stanno già fioccando le prime recensioni negative degli utenti probabilmente delusi dalla lentezza del download o dagli eventuali errori occorsi proprio in fase di scaricamento. In compenso Square Enix, proprio su Google Play, ha pubblicato un filmato di circa 3 minuti che ci mostra ancora meglio le potenzialità del titolo.

Riusciremo mai a vederlo anche in Europa? È effettivamente improbabile che Square Enix si lasci sfuggire l’occasione di estendere a tutto il mondo tale capitolo, visto che grazie agli acquisti in-app potrebbero guadagnarci davvero molto. Inoltre, come vi avevamo riportato un po’ di tempo fa, ci sono state in occasione del Tokyo Game Show nuove conferme su localizzazione ed eventuale diffusione del titolo al di fuori del suolo nipponico.

Linaro al lavoro sulla versione di Android KitKat a 64 bit

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Ogni tanto Linaro torna a farsi sentire con una novità che, utile o meno, porta un pò di brio tra gli appassionati di rom cucinate e tecnologia avanzata; per chi si fosse perso qualche pezzo, Linaro è un organizzazione no-profit, fra le cui fila si annoverano anche produttori come LG, che si occupa dell’ottimizzazione di codice open-source per architetture ARM.

La notizia segue il recente comunicato da parte di Intel di aver completato il lavoro sulla versione a 64 bit del kernel di Linux per l’uso con Android ed i processori Intel; nello specifico, un kernel dotato di tale implementazione opererà a basso livello per interfacciarsi con l’hardware del dispositivo e gestire funzioni come processi di scheduling e gestione della memoria. Ebbene, Linaro segue Intel a ruota facendo la stessa cosa per i processori ARM.

Linaro ha iniziato a testare il suo kernel a 64bit per ARM con la versione a 32 bit di Android KitKat su vero hardware a 64 bit; anche se non esiste ancora alcun processore a 64 bit per dispositivi Android, molti produttori come Qualcomm e Marvell ne hanno annunciato un piano di rilascio insieme ad altri nome come Nvidia e AMD, gli addetti ai lavori pensano che i processori sui quali sta attualmente lavorando Linaro potrebbero essere prototipi forniti proprio da queste aziende.

E’ chiaro che l’adattamento di un kernel potrebbe non essere significativo in termini di prestazioni se il resto dei “layer” di Android resta comunque a 32 bit: parliamo della Java Virtual Machine (Dalvik o Art) e tutte le applicazioni ed i giochi terze parti che dovrebbero adattare il loro codice all’occorrenza. La responsabilità della conversione degli altri “livelli” è sicuramente di Big G che, dal canto suo, non ha ancora espresso alcun parere ufficiale in merito.

L’immagine in basso chiarisce l’attuale situazione di sviluppo legata al mondo 64 bit per Android:

android-architecture-64-bit-kernel-by-intel[1]

In definitiva Google ha due possibilità: rilasciare una versione di Android col solo kernel a 64 bit o produrre un nuovo OS dove ogni parte del sistema è scritta per gestire processi a 64 bit, inclusa la Java Virtual Machine.

Alcune voci di corridoio sostengono che Google annuncerà la versione a 64 bit di Android per la prossima conference di Giugno, resta solo da vedere quale delle due soluzioni porterà sul banco dei produttori che, sicuramente, stanno facendo pressioni perché il robottino verde muova i suoi primi passi concreti verso una tecnologia che, utile o meno, è già stata battuta dalla concorrenza

Google Play Edicola si aggiorna alla versione 3.2.1

Google Play Edicola (8)

Nella giornata di ieri Google ha rilasciato un nuovo aggiornamento della sua “Edicola“, l’applicazione per Android che in Italia abbiamo stiamo ancora assaporando, portandone la versione al numero 3.2.1

In realtà il grosso degli aggiornamenti Google l’ha introdotto nella versione precedente, parliamo delle mini-card, della possibilità di “swypare” le categorie anche orizzontalmente ed una sezione dove organizzare le proprie riviste preferite; il 3.2.1 è quindi un aggiornamento che si limita ad alcune correzioni sotto il cofano legate principalmente alla risoluzione dei bug.

Per completare l’aggiornamento potete utilizzare la rispettiva funzione nel vostro Google Play o cliccare sul consueto badge che vi proponiamo in basso a questo articolo. Solitamente gli aggiornamenti vengono rilasciati gradualmente quindi, se non dovesse risultare ancora disponibile, potete scaricare l’apk a questo indirizzo.

The Match Striker Soccer G11, il gioco di calcio gratuito di Samsung

The Match Striker Soccer G11 Android (4)

Sarete probabilmente incappati in qualche modo nella recente campagna pubblicitaria promossa da Samsung, Galaxy 11, che vede come testimonial alcuni dei calciatori più forti e famosi del mondo in una cornice piuttosto fantascientifica, contornata da alieni, tute tecnologiche e “superpoteri“.

Forse però non siete incappati nella serie di giochi rilasciati proprio da Samsung su Google Play come parte integrante di questa campagna. The Match Striker Soccer G11 è uno di questi titoli: si tratta in sostanza di un gioco di calcio piuttosto semplice, che ci mette appunto nei panni dei calciatori protagonisti della campagna pubblicitaria. Striker Soccer G11 è completamente gratuito e senza acquisti in-app.

Una semplice e, perché no, divertente variante al tema del calcio, visto che potremo usare anche superpoteri diversi per ciascun calciatore. Il titolo è stato realizzato da Chillingo e supporta anche l’immersive mode. A questa pagina trovate tutti i giochi rilasciati da Samsung per l’occasione, mentre il badge vi porterà direttamente al gioco appena descritto. Buon divertimento!

Ecco come trasformare Oppo Find 7a in OnePlus One

oppo find 7a oneplus

Prendete un Oppo Find 7, toglietegli il display QHD in luogo di un FHD, mettetegli la scocca posteriore di Oppo Find 5, e in pratica avrete uno OnePlus One. In alternativa potete potenziare un po’ il Find 7a, ed il risultato sarà analogo. C’è ben poco di ironico in questo, considerando anche il legame tra le due aziende, e confrontando il quadro tecnico dei tre smartphone si possono fare ben poche obiezioni a questa frase.

L’hardware è comunque solo la metà dell’esperienza d’uso di uno smartphone, che deve inevitabilmente fare i conti anche con il software: se quindi aveste tra le mani un Oppo Find 7a e voleste provare l’esperienza d’uso di OnePlus One, ecco come fare.

Per prima cosa avrete bisogno una custom recovery sul vostro Oppo Find 7a, ad esempio la TWRP. Tramite essa, dovrete installare questa ROM che è stata estratta direttamente da OnePlus One e lievemente modificata in modo che fosse possibile installarla (successivamente potreste anche voler installare questi due successivi aggiornamenti, OTA 1OTA 2, ma prima verificate che il sistema funzioni).

Inutile aggiungere poi che prima di fare tutto ciò è bene munirsi di un backup preventivo, in modo da poter ripristinare il sistema precedente, in caso di problemi. In ogni caso, questo è quello che dovrebbe aspettarvi al successivo riavvio:

Cosa funziona:

  • Fotocamera anteriore
  • Microfono
  • Wi-Fi
  • Rete mobile
  • Bluetooth
  • Audio
  • GPS
  • Chiamate

Cosa non funziona:

  • Fotocamera posteriore (i video sono capovolti)
  • Risveglio vocale
  • NFC
  • La memoria interna segna 3 GB

Tenete inoltre in considerazione che il firmware di OnePlus One è ancora in attivo sviluppo, quindi in ogni caso non aspettatevi la perfezione, né la totalità di funzioni disponibili. Se in ogni caso voleste provarlo, fateci sapere le vostre impressioni nei commenti.